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Terminismo
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mwawTerminismo (dalla parola mwbatermine, mwbqnome) è una concezione filosofica riferita agli insegnanti di mwbglogica nelle università europee nei mwbwsecoli XIV e mwcaXV.
Spesso questa concezione viene confusa con il mwcgnominalismo: mentre questo concerne l'aspetto mwcwgnoseologico dibattuto nella cosiddetta "mwdaDisputa sugli universali", dove si polemizza sull'entità degli mwdquniversali – se questi cioè siano reali o semplicemente nomi, emissione di suoni –, il terminismo invece riguarda l'applicazione di un mwdgmetodo filosofico che vuole introdurre rigore nell'uso dei termini, sia per il loro specifico significato che per la costruzione sintattica della proposizione.
Contents
• Note
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Storia della concezione
Una riflessione sull'uso dei termini è già presente nel mwegsofista mwewProtagora, che s'interessa in modo particolare della grammatica greca definendo il genere dei nomi, scoprendo la differenza tra il tempo e il modo del verbo e rilevando anche alcune contraddizioni della lingua greca, che attribuiva caratteristiche del genere femminile a nomi tipicamente riferentesi a caratteristiche maschili: era il caso dei sostantivi greci femminili "ira" (menis) e "elmo" (pélex). Questo dimostra, secondo Protagora, che il mwfalinguaggio non ha niente a che fare con la realtà, ma nasce da una convenzione tra gli uomini che talvolta è erronea e inadeguata. Compito del mwfqretore è allora anche quello di correggere gli errori della parola, per farne uno strumento perfetto all'unico fine di affascinare e persuadere chi ascolta, mettendo da parte ogni scrupolo di comunicare una verità in cui si crede. Anzi, quanto più la tesi sostenuta appare incerta, tanto più il sofista con la parola farà in modo di
«rendere più forte l'argomento più debole
»
I logici medioevali vollero distinguersi da quelli del passato, che si richiamavano ai testi aristotelici diffusisi in occidente con le traduzioni dall'arabo. Vollero quindi chiamarsi autori della mwhalogica modernorum, di quelle opere che dal XII secolo concentrano la speculazione logica sull'uso del termine nel discorso, dando così inizio al terminismo e distinguendolo anche dalle teorie dei mwhqmodisti, che s'interessavano del significato che i nomi assumono nel linguaggio.
Al di là delle connotazioni etiche dei sofisti, mwhwGuglielmo di Ockham distinguerà il termine dal mwiaconcetto, intendendo il primo come un segno dal senso generale, elaborato mentalmente o scritto, mentre il concetto, pur essendo anch'esso un segno, è mwiqintenzionale, coincide cioè con il prodotto della riflessione mentale.cite-ref-2[2]
L'allievo di Ockam mwjwGiovanni Buridano ribadirà il carattere universale dei concetti, che a seconda dei vari tipi di mwkamwkqsuppositio cite-ref-3[3] acquistano un particolare significato, mentre il reale ha sempre aspetti particolari e individuali. In conseguenza di ciò, Buridano afferma che il termine ci permette di dare un significato ai concetti che l'intelletto formula ma, mentre l'attribuzione di un senso ai termini è un'operazione volontaria che dipende dalla convenzionalità del linguaggio, il significato dei concetti dipende da una disposizione naturale insita nella stessa struttura conoscitiva dell'uomo.cite-ref-4[4]
Riflessioni sul terminismo saranno ulteriormente elaborate nel corso della storia della filosofia del XIV secolo da vari autori tra cui: Roberto Holkot (?-1349), mwnaGregorio da Rimini (1300 ca.-1358), mwnqAlberto di Sassonia (1316–1390), mwngNicola di Autrecourt (?-1369) cite-ref-5[5], Giovanni di Mirecourt cite-ref-6[6], mwqaPaolo della Pergolacite-ref-7[7], mwrqPaolo Veneto cite-ref-8[8], Pietro Alboini da Mantova cite-ref-9[9], Rodolfo Strode (?-1387), mwuaGaetano da Thiene (1387-1465) cite-ref-10[10]
Note
cite-note-11. DK, 80 B6b
cite-note-22. ↑ Alessandro Ghisalberti, mwxgGuglielmo di Ockham, Vita e Pensiero, 1972 p.40 e sgg.
cite-note-33. ↑ La suppositio nella logica medioevale riguarda l'interpretazione che un termine assume a seconda del contesto in cui è usato. Vedi: mwygEnciclopedia filosofica, Volume 11, Centro di studi filosofici di Gallarate, Bompiani, 2006 p.596
cite-note-44. ↑ G. Buridano, mwzgSophismata e mwzwConsequentiae in Norman Kretzmann, Jan Pinborg, mwaaLa logica nel Medioevo, Editoriale Jaca Book, 1999 – p.110 e sgg. e p.238 e sgg.
cite-note-55. ↑ Battista Mondin, mwbaStoria della teologia: Epoca moderna,Edizioni Studio Domenicano, 1996 p. 64
cite-note-66. ↑ Battista Mondin, mwcaOp. cit. ibidem
cite-note-77. ↑ mwdaFrancescanesimo e civiltà siciliana nel Quattrocento, mwdqOfficina di Studi Medievali, 2000
cite-note-88. ↑ mweqOp. cit. Francescanesimo...ibidem
cite-note-99. ↑ Serafino Mazzetti, mwfqRepertorio di tutti i professori antichi, e moderni, della famosa università, e del celebre istituto delle scienze di Bologna: con in fine alcune aggiunte e correzioni alle opere dell'Alidosi, del Cavazza, del Sarti, del Fantuzzi, e del Tiraboschi, Tip. di S. Tommaso d'Aquino, 1847 p.245
cite-note-1010. ↑ Università di Padova, mwgqQuaderni per la storia dell'Università di Padova, Volume 38, Antenore, 2005
Bibliografia
• Nicola Abbagnano, mwhqDizionario di filosofia, UTET, Torino 1971 (seconda edizione).
• Alfonso Maierù, mwhwTerminologia logica della tarda Scolastica,Edizioni dell'Ateneo, Roma, 1972.
• Jan Pinborg, mwiqLogica e semantica nel medioevo, Boringhieri, Torino, 1984.
• Centro Studi Filosofici di Gallarate, mwiwDizionario delle idee, Sansoni, Firenze 1976.
• mwjqEnciclopedia Garzanti di Filosofia, Garzanti, Milano 1981.
Voci correlate
Collegamenti esterni
• citerefsep-medieval-terms(EN) Stephen Read, Medieval Theories: Properties of Terms, in Edward N. Zalta (a cura di), Stanford Encyclopedia of Philosophy, Center for the Study of Language and Information (CSLI), Università di Stanford.